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MessinaCalcio.org - Nuovo comunicato del comitato Zanclon

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Tre mesi d'inferno
Quando sembrava che il calcio a Messina potesse risollevarsi grazie anche alla collaborazione di uomini esperti quali il DG Gasparin ed il DS Favero, inaspettatamente e come un fulmine a ciel sereno i Franza annunciano il disimpegno dal calcio, le conseguenze non tardano a venire, il 5 giugno 2008 il DG Gasparin ed il DS Favero rassegnano le dimissioni,  i giocatori con i contratti in scadenza ed in comproprietà cambiano casacca, si scoprono buchi di bilancio enormi e gli stipendi non pagati ai giocatori dal mese di gennaio. L’iscrizione al campionato di serie B viene messa in discussione e senza il pagamento delle spettanze ai calciatori l’incubo della radiazione potrebbe diventare la triste realtà. Il 6 giugno il gruppo Franza annuncia il suo disimpegno dal calcio professionistico anche se il 30 giugno presenta pro-forma la domanda di iscrizione al campionato senza le relative liberatorie. Così come previsto, l’11 luglio la COVISOC boccia l’iscrizione, il FC Messina ha tre giorni di tempo per regolarizzare la posizione, pena l’esclusione dalla serie B, il 14 luglio invece i Franza ritirano l’iscrizione ed il 18 luglio arriva la radiazione dai campionati professionistici. La tifoseria cade nello sconforto, neanche alcune manifestazioni, anche se con pochi elementi presenti, sembrano risvegliare l’amore verso la squadra di calcio. Rimangono tre giorni lavorativi per accedere al Lodo Petrucci, una serie di norme che permettono alle squadre professionistiche di ripartire da due serie inferiori e di continuare a fare calcio, il Messina, se iscritto, ripartirebbe dalla serie C2 che nel frattempo ha cambiato nome in seconda divisione, anche questa ipotesi sembra impossibile da praticare, solo il gruppo dell’ex presidente Aliotta, che tra l’altro secondo le norme del lodo non potrebbe far parte della nuova compagine sociale, sembra poter riaccendere le speranze, ma sul filo di lana anche questo gruppo si dissolve, l’impressione è che qualcosa o qualcuno remi contro, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Buzzanca sembra mettere troppi paletti alla trattativa ed i Franza, che nel frattempo tentano di riscrivere il defunto FC Messina tra i dilettanti, sembrano ancora non del tutto fuori dall’"affare calcio". La fine sembra vicina quando alle ore 19 del 22 luglio il termine perentorio per presentare la domanda al lodo e la relativa fideiussione di 100.000 euro scade senza che nessuno muova un dito. L’incubo della scomparsa è ormai una certezza, improvvisamente però in tarda serata arrivano alcune notizie che riaccendono le speranze, alle ore 21 arriva una notizia, un giovane ragioniere-giornalista Giuseppe Rodi fa sapere che nei giorni scorsi ha presentato domanda per accedere al lodo il FC Sporting Messina, insieme a questa notizia si fa largo il giovane consigliere comunale Fabio D’Amore che insieme ai componenti del suo gruppo consiliare  Risorgimento Messinese  hanno contattato l’imprenditore Cazzaniga del gruppo ISG (Iniziativa Sviluppo Group), interessato ad accedere al lodo. Il 24 luglio i due rappresentanti del gruppo Cazzaniga l’avvocato Carmelo Santoro e l’amministratore delegato De Carolis accompagnati dal DS in pectore Luciano Passirani incontrano il sindaco che rende possibile la trattativa, il gruppo si concede due giorni per analizzare le "carte", arriva anche la proroga al 28 luglio da parte della FIGC per il versamento della fideiussione e dei 700.000 euro di fondo di garanzia, elementi necessari per poter usufruire del lodo, il 26 luglio arriva l’attesa risposta positiva da parte dei "milanesi", l’entusiasmo si riaccende, la speranza risplende, si riparla di calcio giocato, De Carolis annuncia un investimento di 15 milioni di euro e la promessa di raggiungere la serie B in tre anni. Il giorno dopo l’entusiasmo si spegne, il gruppo ISG annuncia, tramite De Carolis, che si è disposti ad investire per la squadra ed il campionato, ma l’iscrizione dovrà essere a carico di altri imprenditori o dell’amministrazione comunale.  A pochi giorni dalla scadenza questa è l’ennesima tegola sulle speranze di avere una squadra nei campionati professionistici, un nuovo gruppo capitanato dall’ex DG del FC Messina Carabellò e dagli ex DS Salerno e La Rosa presenta la domanda di adesione al lodo, ma anch’essi non presentano le garanzie economiche richieste, al Consiglio Federale della FIGC non resta che respingere tutte le domande ed il 31 luglio 2008 anche la possibilità di iscrivere una squadra in seconda divisione sfuma definitivamente.

La corsa continua per l’iscrizione tra i dilettanti, i protagonisti sono sempre gli stessi, lo Sporting Messina di Rodi appoggiato dal gruppo di Cazzaniga, che nel frattempo ha anche presentato un ricorso per la mancata iscrizione alla seconda divisione, il FC Messina dei Franza ed a sorpresa, con l’appoggio della tifoseria, l’ACR (Associazione Calcio Rinascita) Messina di Giovani Carabellò, la lotta sembra restringersi a queste ultime due realtà, ma la mancata revoca dell’uso degli stadi da parte del consiglio comunale, fa recedere il 9 agosto la rinata ACR, in corsa rimangono i polemici ed odiati Franza con il loro indebitatissimo FC che tenta un accordo con i giocatori non pagati in B, e il tenace Rodi con il suo Sporting. In realtà l’ACR di Carabellò non sembra ritirarsi sul serio, anche se non presenta nessun investitore e nessuna carica sociale, addirittura sembra che non sia nemmeno costituita come società, il sindaco Buzzanca per evitare ulteriori polemiche affida la gestione degli stadi anche allo Sporting di Rodi e a Carabellò,  L’11 agosto un ulteriore colpo di scena, il Gruppo Franza annuncia che ha tenuto un incontro informale con il Gruppo Cazzaniga, Rodi viene mollato, e la strada sembra aprirsi agli imprenditori milanesi, il sindaco Buzzanca scarica però l’imprenditore della ISG, reo di essersi fatto pubblicità gratuita ai danni della città, anche i Franza vista la presa di posizione del primo cittadino non stringono alcun accordo, rimane però l’idea di scorporare dal FC Messina il ramo d’azienda sportivo e di sollevarlo di tutti i debiti che verrebbero dirottati verso le altre società del gruppo, in modo da facilitare l’acquisizione da parte di altri imprenditori. L’escamotage proposto non interessa affatto la tifoseria in generale, anzi è sempre più guerra aperta tra i Franza ed i tifosi, il sindaco sembra stare dalla parte di questi ultimi, il suo parere sembra vincolante per  l’ammissione di una delle tre società in serie D. Passano i giorni, slitta la prima uscita dei calendari a causa delle squadre ammesse in sopranumero, ma mentre nelle altre città ogni problema sembra risolto, a Messina si continua a perdere tempo, si trovano ipotetici imprenditori che il giorno dopo coon estrema regolarità si defilano, mentre i Franza diramano comunicati ed interviste sempre più provocatorie, il sindaco inoltre sembra orientato a non dare parere positivo a nessuna delle tre società, Sporting ed ACR per problemi finanziari ed FC a causa della piazza che non gradirebbe un rientro dei Franza, anzi sarebbe propenso al fermo di un anno senza alcuna squadra messinese. Il gruppo degli armatori nel frattempo incontra i vertici della FIGC e della LND a Roma, presentano il loro piano finanziario e la nuova compagine sociale e tecnica ed a fine riunione sono fiduciosi sull’ammissione in serie D. La svolta avviene il primo settembre, il sindaco incredibilmente fa dietro-front è da il via libera ai Franza ed al loro FC scrivendo una lettera al presidente della FIGC Abete, il 2 settembre dopo 89 giorni la FIGC ufficialmente ammette il FC Messina Peloro nella serie D girone I e dirama il calendario, i Franza apparentemente hanno vinto, gli strascichi non mancheranno, i tifosi organizzati non hanno intenzione di seguire la squadra, pensano ad un clamoroso scioglimento, alcuni propendono per sostenere il Camaro realtà calcistica cittadina che milita in Eccellenza. La città esce sconfitta, rinuncia alla serie B, perdita, per la prima volta nella storia del lodo Petrucci ed ammissione senza onore al massimo campionato dilettantistico, precedente quest’ultimo pericoloso e che avrà strascichi giudiziari nelle opportune sedi.

Non si parla più di calcio, ma solo di pseudo-affari, dietro c’è sempre l’incombente ombra del famigerato project-financing, ovvero lo sfruttamento commerciale delle aree degli stadi Celeste e San Filippo, c’è tanta sfiducia ed amarezza al pensiero che solo 15 mesi prima la squadra militava nel massimo campionato nazionale professionistico, non si sa quale sia il futuro e se il tunnel imboccato avrà una fine che faccia intravede un pò di speranza di rinascita del calcio cittadino.

 

Tratto dal libro "Storia del Messina Calcio" presente in questo sito cliccando qui
 

Sergio Leonardi
 
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