Il calcio regala emozioni pure e ci sono stagioni sportive che restano scolpite nella memoria degli appassionati. Ci sono annate di vittorie clamorose, di coppe alzate al cielo e di grandi prestazioni di campioni. E poi ci sono le storie del cosiddetto calcio di periferia, storie magiche, di altri tempi nei quali anche una piccola poteva scrivere la storia del calcio italiano. Come è capitato nel campionato di Serie A 2004/2005, quando gli appassionati di calcio hanno potuto assistere ad una delle stagioni più entusiasmanti della storia calcistica del Messina calcio. Dopo ben 39 anni di assenza dal massimo campionato, il Messina guidato da Bortolo Mutti seppe sorprendere tutti, centrando una salvezza anticipata e addirittura un piazzamento in zona europea, con il settimo posto finale che rappresentò un traguardo insperato alla vigilia.
L’ascesa con Mutti e la Serie A ritrovata
Tutto inizia nella stagione 2003/2004 quando Bortolo Mutti trainò la squadra siciliana ad una storica promozione, riportando entusiasmo in riva allo Stretto. Mutti costruì una squadra compatta, capace di unire l’esperienza di alcuni veterani alla freschezza di giovani desiderosi di emergere. Così avvenne il ritorno in Serie A con la speranza, al massimo, di poter cogliere una faticosa salvezza. E invece la storia e il campionato dissero ben altro. Quella stagione, 2004/2005, vide il Messina non solo lottare alla pari con realtà consolidate, ma addirittura imporsi con risultati assolutamente inaspettati, come le vittoria sul Milan campione d’Italia, ma anche contro la Lazio e l’Inter. Altri risultati prestigiosi contro squadre di vertice testimoniarono il carattere di una formazione che seppe interpretare il campionato con coraggio e organizzazione tattica. Alla fine del campionato il Messina arrivò settimo, qualificandosi alla Coppa Intertoto, conquistando 12 vittorie, 12 pareggi e incappando in 14 sconfitte.
I protagonisti
A fare la storia di quel Messina ci sono stati dei veri e propri simboli del calcio peloritano, nomi scolpiti nella memoria dei tifosi giallorossi che hanno fatto esaltare ed esultare intere generazioni di tifosi. Parliamo di giocatori come Riccardo Zampagna, autentico trascinatore in attacco e capocannoniere della squadra con 12 reti realizzate, e Arturo Di Napoli, dotato di grande tecnica e fiuto del gol. Ma a centrocampo spiccava anche la regia di Gaetano D’Agostino, così come la quantità di Domenico Giampà e lo stoicismo di Salvatore Sullo. In difesa la solidità era garantita da giocatori come Salvatore Aronica e Carmine Coppola, insieme alla corsa e potenza di Alessandro Parisi e la qualità di Marco Zanchi. In porta, inoltre, c’era un giovane ma già pieno d’esperienza Marco Storari. L’insieme di queste individualità, sapientemente amalgamate da Mutti, rese i peloritani una delle sorprese più luminose della Serie A di inizio anni Duemila. Un percorso che poche volte si è visto nella storia della Serie A, imprese che appartengono alla memoria collettiva, come ad esempio le partecipazioni all’Europa League di squadre come Palermo, nel 2011, o del Sassuolo nel 2017 dopo la vittoria contro la Stella Rossa ai turni preliminari. Il settimo posto conquistato nel 2005 lasciò sperare in una continuità ad alti livelli. Ma così non fu, perché già nella stagione successiva il Messina cominciò a incontrare diverse difficoltà, anche societarie. Inoltre non furono felici diverse scelte sul mercato che privarono la squadra di alcuni dei protagonisti della storica impresa. Così il Messina faticò a replicare le prestazioni del campionato precedente e dopo una salvezza sofferta nel 2005/2006, arrivò la retrocessione nel 2006/2007, segnando l’inizio di un lento declino che avrebbe condotto il club verso categorie sempre più basse.
Il calcio in Sicilia oggi
Oggi come oggi, purtroppo la Sicilia non è più rappresentata da nessuna squadra in Serie A. Da anni il Palermo tenta la scalata per il ritorno nel massimo campionato, mentre lo stesso Messina è da poco retrocesso addirittura in Serie D. Ad onor del vero, basta scorrere palinsesti e informazioni sulle varie scommesse sulla Serie A per rendersi conto non solo di quanto il Sud Italia sia poco presente nei principali palcoscenici del calcio nostrano, ma anche di come la bandiera del Mezzogiorno sia tenuta in alto unicamente dal Napoli, accompagnato da Cagliari e Lecce in perenne lotta per la salvezza. Una fotografia che stride con i fasti di un tempo, quando i colori biancoscudati riuscirono a scrivere una pagina indimenticabile nella storia del calcio italiano.
