Dopo giorni di attesa e speranza, è arrivata la doccia fredda per l’ACR Messina. La sezione fallimentare del Tribunale ha dichiarato la liquidazione giudiziale del club giallorosso, mandando in fumo i tentativi di salvataggio messi in campo dalla proprietà e dalla Doadi Srls.
La decisione del collegio presieduto da Ugo Scavuzzo, con i giudici Daniele Carlo Madia e Maria Carmela D’Angelo, rappresenta un duro colpo per una società che solo pochi giorni fa aveva conquistato una vittoria sul campo a San Cataldo. I magistrati hanno respinto la richiesta di proroga al 10 ottobre avanzata dai legali del presidente Stefano Alaimo, decretando di fatto il fallimento del piano di ristrutturazione dei debiti.
I nodi irrisolti del piano finanziario
Secondo quanto emerso dalla sentenza, il Tribunale non ha ritenuto sufficienti le garanzie presentate dalla Doadi Srls e dal direttore generale Giuseppe Peditto. I contratti di sponsorizzazione prospettati non sarebbero stati in grado di coprire i costi dell’intera stagione, mentre le spese previste sarebbero state sottostimate rispetto alla realtà.
Un elemento che ha pesato nella decisione è stato il fatto che alcuni contratti erano stati stipulati senza la preventiva autorizzazione del Tribunale, seppur nella necessità di garantire la partecipazione al campionato.
La strada dell’asta pubblica
Con la nomina dell’avvocato Maria Di Renzo come nuova curatrice fallimentare, si apre ora la strada verso un’asta pubblica per la cessione del ramo sportivo. Un meccanismo già visto nel marzo 2009, quando dalla crisi del FC Messina nacque l’ACR Messina 2.0 sotto la gestione di Alfredo Di Lullo, Arturo Di Mascio e Marcella Chierichella.
La situazione attuale presenta però elementi di maggiore complessità, a partire dalla penalizzazione di 10 punti in classifica che grava sulla squadra e che potrebbe ulteriormente aggravarsi.
La corsa contro il tempo
Prima di procedere alla vendita, sarà necessario effettuare una perizia per stabilire il valore del bene e i costi necessari per completare il campionato. Un esperto contabile dovrà fissare la base d’asta, tenendo conto delle legittime aspettative dei numerosi creditori.
Le tempistiche rappresentano il nodo cruciale: servirebbero circa due mesi per completare la procedura, ma la curatrice Di Renzo cercherà di accelerare i tempi considerando l’esiguità dei fondi in cassa.
L’ultima speranza: l’esercizio provvisorio
L’unica ancora di salvezza per evitare l’esclusione immediata dal campionato resta l’autorizzazione all’esercizio provvisorio dell’attività aziendale. Questo permetterebbe di mantenere in vita il club in attesa della vendita, ma solo a condizione che le entrate (sponsorizzazioni, botteghino) coprano le uscite correnti.
Dalla sede di Palazzo Piacentini si sta già valutando la possibilità di chiedere un rinvio della prossima gara alla FIGC e alla Lega Nazionale Dilettanti, mentre le prossime ore si preannunciano decisive per capire se ci saranno ancora margini per proseguire la stagione.
Per una città che ha già vissuto troppi drammi calcistici, si profila l’ennesimo salto nel vuoto. Con la speranza che questa volta possa arrivare qualcuno disposto a ripartire dalle macerie di quello che un tempo era il sogno giallorosso di Messina.
