I nuovi numeri 9 della Nazionale: Scamacca, Lucca e…?

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Roberto Mancini, commissario tecnico della nazionale italiana Campione d’Europa, ha l’arduo compito di ricostruire, di nuovo, una squadra azzurra all’altezza del proprio blasone, dopo la cocente delusione dell’eliminazione dai prossimi campionati del mondo in Qatar. Che, da freschi campioni continentali, fa ancora più rumore della clamorosa eliminazione di 4 anni fa quando allenava Ventura.

A detta degli opinionisti e critici sportivi, alla nazionale manca un attaccante centrale vero, forte, capace di smuovere le folle: Paolo Rossi, Totò Schillaci, Christian Vieri, lo stesso Luca Toni campione nel 2006 erano centravanti di riferimento che davano certezze là davanti. È mancato questo tipo di giocatore, in questi quattro anni, alla nazionale di Mancini, pur disponendo di un bomber come Ciro Immobile che, però, non si è mai espresso in azzurro come nel suo club, e a 32 anni è sicuramente un giocatore di cui tener conto in rosa, ma non il perno intorno al quale costruire l’attacco del futuro.

Si apre dunque la ricerca affannosa e difficile di attaccanti, preferibilmente giovani e con una carriera davanti, in grado di portare il peso della maglia numero nove azzurra.

Gianluca Scamacca è un classe 1999 che ha già esordito nella Nazionale maggiore nel settembre 2021, in una gara valida per le qualificazioni mondiali, collezionando finora 7 presenze e nessun gol. Un attaccante alto 1.95 mt., abile sia nel gioco a terra che di piede, con discreta tecnica e buona media realizzativa in serie A di circa 1 gol ogni 3 partite. Il suo vero limite è che non ha esperienza internazionale, avendo giocato finora ad alto livello solo nel Sassuolo, che non ha partecipato alle coppe. Vero è che ha messo su di lui gli occhi il Paris St. Germain, e questo è un bene, vista la splendida carriera avuta in quel club di Verratti, ma troverà spazio o farà panchina? A parte questa considerazione, al momento è l’unico vero candidato alla prossima maglia “numero 9” azzurra.

Il che apre ad un’altra discussione: non ci sono altri “numeri 9” in serie A?

La risposta è, purtroppo, no.

Le 20 squadre della nostra massima serie sono imbottite di centravanti stranieri, e tolti i soliti nomi Immobile, Belotti e Quagliarella, che la maglia azzurra l’hanno vista, c’è qualche buona seconda punta emergente ma nulla più. Perciò, si guarda alla serie B. E anche questo la dice lunga sulla complessiva qualità del panorama calcistico italiano.

Si è distinto con il Pisa, che ha dominato per lunghi tratti il campionato per poi perdere lo spareggio con il Monza, Lorenzo Lucca, un classe 2000 che a inizio stagione sembrava inarrestabile. Il suo bottino però è stato solo di 6 reti nelle prime 7 giornate, poi più nulla fino al termine della stagione: forse un po’ poco per poterlo già annoverare tra i candidati ad una maglia della nazionale campione d’Europa.

Scorrendo la classifica dei marcatori della scorsa stagione di serie B, purtroppo il quadro non migliora: molti dei centravanti che hanno realizzato almeno 10 reti sono già avanti con l’età, ad esempio, Lapadula, che ha già indossato la maglia azzurra. Altri sono stranieri… stessa storia anche in B.

Sono solo due i giovani che fanno di ruolo la “punta centrale”: Alberto Cerri e Manuel De Luca. Entrambi alti e forti nel gioco aereo, Cerri ha una piccola esperienza di serie A con il Pescara e con il Cagliari, mentre De Luca nessuna, anche se la sua media realizzativa in B è già di 1 su 3. Per entrambi, c’è molta strada da fare.

In questo periodo estivo, per gli appassionati delle scommesse calcio, ci sono le partite dell’europeo di calcio femminile che si sta disputando in Inghilterra: un’ottima occasione per avvicinarsi alla versione “rosa” di questo sport così tanto amato e tifare la nazionale azzurro-rosa!

 


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