Un Messina da leggenda: ecco a voi l’11 titolare che non avrebbe mai conosciuto la parola sconfitta

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Una corazzata giallorossa degna della più forte Juve o del Barcellona dei record

Vi avvisiamo: quando parliamo del Messina Calcio non siamo in grado di trattenere le nostre emozioni e dunque perdonateci perché in questo articolo saremo decisamente di parte. Anzi, vi diremo di più: temiamo che in questa specifica occasione saremo ancor più di parte rispetto al solito perché non vi narreremo le potenzialità di un Messina qualsiasi ma di un Messina da leggenda. Esattamente: abbiamo una gran voglia di raccontarvi qual è per noi l’11 titolare giallorosso che non avrebbe conosciuto la parola sconfitta, né ora né mai. Se la nostra squadra ideale fosse una canzone sarebbe per forza “L’emozione non ha voce” di Adriano Celentano. Perché? Lasciateci fare i nomi e i cognomi dei giocatori che stanno per scendere in campo e vedremo se riuscirete davvero a rimanere impassibili. Siete pronti a scoprire il nostro Dream Team?

Dalla sicurezza Storari passando per le certezze Fusco e Bellopede

Il portiere che custodirà gelosamente la porta giallorossa non poteva che essere lui: Marco Storari. L’estremo difensore, protagonista indiscusso di quel Messina che nella stagione 2004-2005 ottenne un clamoroso 7°posto, ha esperienza da vendere avendo giocato anche nel Milan e nella Juventus. Puntiamo decisamente su Marco e sui suoi tuffi salva-risultato. Passando ora al reparto difensivo, rigorosamente a 4, ecco a voi sulla sinistra Alessandro Parisi, terzino dal dribbling ubriacante e dal tiro che definire potente è un eufemismo, in mezzo Luca Fusco, che nel 2003 con la sua leadership guidò i giallorossi a una storica promozione in A, e Antonio Bellopede, un libero vecchio stampo, forse un po’ “picchiatore” ma di grande sostanza, e sulla destra Nicolò Napoli, abile dietro e cattivo in avanti come pochi altri.

Uno spregiudicato centrocampo a 2

Se siete rimasti di stucco dopo aver letto il nostro reparto difensivo ideale, siamo certi resterete senza parole scoprendo chi vogliamo schierare sulla mediana. Probabilmente penserete che siamo spregiudicati, e fate bene a pensarlo, ma il nostro centrocampo è composto da soli 2 uomini, due giocatori che insieme sarebbero in grado di reggere l’urto degli avversari e al tempo stesso di coprire al meglio il reparto arretrato. Non ci credete? E se vi facessimo i nomi e i cognomi di Massimo Donati e di Salvatore Sullo? In quel caso, ne siamo certi, cambiereste idea, visto che l’ex ragazzo di San Vito al Tagliamento, quando giocava a calcio, “faceva densità” sulla metà campo da solo così come il collega e leader silenzioso nato a Napoli che in più aveva visione di gioco e intuizioni tattiche degne dei più grandi fuoriclasse dal fisico (ahinoi) di cristallo. Gente d’altri tempi direte voi, vero, ma gente che amava veramente il pallone e non aveva grilli per la testa o, peggio, acconciature da star di Hollywood come Pogba, ottimo calciatore ma forse non un grandissimo professionista.

I 3 dietro a supportare il fenomeno Schillaci

Oggi li chiameremmo trequartisti, ieri si chiamavano centrocampisti avanzati. Al di là delle etichette, vi presentiamo i 3 dietro pronti a supportare la nostra unica punta (e che punta!), di cui vi parleremo nel prossimo paragrafo, ovverosia Totò Schillaci. Ma andiamo con ordine. Sulla sinistra troviamo Sua Maestà Franco Caccia, un fenomeno quando c’erano di mezzo di calci da fermo e un campione quando si parla di cambio di passo in velocità, al centro Enrico Buonocore, timido nella vita privata ma estroverso come pochi quando scendeva in campo con la maglia del nostro glorioso Messina, e sulla destra Beppe Catalano, calciatore da 142 presenze e 40 gol in giallorosso superbo nel dettare i tempi di gioco. Un Pirlo ante-litteram direbbero i più colti ed esperti di pallone.

Dulcis in fundo, ecco Totò Schillaci

Avremmo potuto scrivere un intero articolo su di lui e sicuramente non sarebbe bastato. Di chi stiamo parlando? Della nostra unica punta ovvero del mitico Totò Schillaci. Attaccante divenuto immortale per le imprese di Italia ’90, questo totem, che ha militato nel Messina dal 1982 al 1988 collezionando oltre 200 presenze e segnando 61 goal, ha fatto girare la testa a noi tifosi giallorossi grazie alla sua rapidità e, parafrasando ciò che disse di lui l’allenatore Franco Scoglio, grazie alla sua innata voglia di segnare. Che giocatore ragazzi! Perché stiamo sognando a occhi aperti, altrimenti squadre come la più forte Juve o il Barcellona dei record dovrebbero tremare alla vista di questo Messina da leggenda.

 


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