Palermo, Messina e Catania: come se la passano le tre grandi del calcio siciliano

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Per la prima volta dopo diverse stagioni in cui almeno una squadra siciliana ha disputato il campionato di Serie A e di Serie B, quest’anno nessuna compagine della nostra Regione è impegnata nelle prime due competizioni calcistiche nazionali. Mentre Palermo e Catania si stanno rendendo protagoniste di un campionato di Serie C non propriamente entusiasmante, il Messina è finalmente riuscito a mettere in piedi una squadra che pare avere a disposizione tutti i mezzi per sognare il ritorno nel calcio che conta.

Il Palermo è in ripresa dopo un inizio di campionato da dimenticare

Dopo aver vinto lo scorso campionato di Serie D, la cui classifica era stata cristallizzata a marzo a causa dell’emergenza sanitaria che aveva investito il nostro Paese, alla vigilia di questo campionato attorno al Palermo le aspettative erano altissime. La squadra rosanero, dopo il fallimento di soli due anni fa, è riuscita subito a risalire la china e con l’arrivo di mister Boscaglia sono arrivati in città diversi giocatori in grado di far compiere un significativo salto di qualità alla compagine palermitana. Nelle prime giornate, tuttavia, le cose non sono andate secondo le previsioni e i palermitani si erano ritrovati all’ultimo posto in classifica, già lontanissimi dalla zona playoff e da quella promozione. A partire dalla partita pareggiata contro il Catania nonostante le tantissime defezioni, la compagine allenata da Boscaglia è riuscita a invertire la rotta e a mettere in fila tre vittorie consecutive che le hanno permesso di risalire la classifica, portandosi a ridosso delle zone di vertice. La distanza da Ternana e Bari è già importante, ma a differenza della Serie A in cui ancora una volta la Juventus è la favorita indiscussa per la vittoria del campionato secondo le scommesse sulla Serie A di Betway con una quota di 2,10 al 27 di novembre, in Serie C non c’è nulla di scontato e anche quest’anno il campionato pare aperto a ogni possibile esito. Già l’anno scorso proprio il Bari del presidente De Laurentiis, dopo essere partito con tutti i favori del pronostico dalla propria parte anche grazie all’ottimo contratto di sponsorizzazione strappato con Kappa, era stato sorpreso della Reggina prima e nella finale playoff dalla Reggiana poi. La terza serie del nostro calcio ogni anno si conferma uno dei campionati più equilibrati, incerti e imprevedibili del calcio italiano e non vediamo l’ora di scoprire chi alla fine riuscirà a spuntarla.

Catania e Messina vogliono tornare nel calcio che conta

Dopo 10 partite anche il Catania si ritrova nella stessa posizione di classifica del Palermo, con la differenza che rispetto ai rosanero gli etnei hanno iniziato meglio la stagione, per poi perdersi nelle ultime partite e uscire dalla zona playoff. I rossazzurri, dopo anni di campionati di alto livello in Serie A e in Serie B sotto la gestione Pulvirenti, sembrano destinati a finire nelle mani dell’avvocato italoamericano Tacopina, già socio di minoranza della Roma durante i primi anni della gestione Pallotta e poi presidente del Venezia per diverse stagioni. Tacopina ha progetti molto ambiziosi per la piazza di Catania ma, almeno per il momento, non sembra ancora essere riuscito a portare a termine la trattativa finalizzata all’acquisizione della maggioranza delle quote societarie. Passando alla Serie D, nel girone I, troviamo invece il Messina che, come detto, dopo anni interlocutori sembra aver costruito un gruppo pronto per il ritorno in Serie C. Dopo sei giornate di campionato, i giallorossi ricoprono la prima posizione in classifica con 13 punti, frutto di quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta e sono a pari punti con altre tre squadre. Da qui a fine campionato il club messinese dovrà essere bravo a tenere alta l’asticella della concentrazione per evitare che le dirette rivali possano inserirsi nella lotta promozione che rappresenta un traguardo troppo importante per un’intera città abituata a vivere di calcio di alto livello ma che, da anni, a causa di gestioni fallimentari è relegata nelle serie minori del nostro calcio.

L’aria è finalmente cambiata e la sensazione è che da qui in poi i ragazzi di Pino Rigoli potranno riuscire a fare la differenza in una categoria che negli anni non ha mai fatto sconti a nessuno.

 


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